DARWIN

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DARWIN

Messaggio Da gianni il Ven Ott 19, 2007 10:08 am




Da un articolo di Roberto Fondi, docente all'Istituto di Geologia e Paleontologia dell'Università di Siena, apparso sul numero di aprile 1982 del mensile Scienza & Vita, pp. 6-10) :



"(…) si sa che Fitz Roy protestò spesso con Darwin per avergli sentito esprimere dubbi sul primo libro del Genesi, dubbi evidentemente sorti in seguito alla lettura dei Principles of Geology di sir Charles Lyell, oggi ritenuto il vero fondatore della geologia moderna.(…)

"Darwin approdò alle sue posizioni filosofiche anche in risposta all'insistenza dogmatica con cui Fitz Roy difendeva la Bibbia? È impossibile non domandarselo. Chissà quale 'silenziosa alchimia' può aver lavorato nel cervello di Darwin durante cinque lunghi anni di arringhe insistenti. Fitz Roy può benissimo essere stato molto più importante dei fringuelli delle isole Galapagos, nell'ispirare il tono materialistico ed anti-teistico del particolare accostamento di Darwin alla soluzione dei principali problemi biologici. Certo è che la concezione trasformistica non aveva ancora preso pieno campo nella mente del nostro personaggio, se non come pura 'possibilità', fra l'altro giudicata improbabile dallo stesso Lyell.

"Né, l resto, si può dire che le stesse osservazioni naturalistiche effettuate da Darwin lo spingessero inesorabilmente verso questa concezione. Darwin, infatti, continuava a dare prova di scarsa preparazione scientifica e di spirito per lo più dilettantistico, giacché in geologia non aveva alcuna chiara idea riguardo alla stratigrafia e alla tettonica, mentre in biologia non disponeva di sufficienti cognizioni anatomiche e spesso - coma appunto per il caso dei fringuelli delle Galapagos - neppure si preoccupava di indicare l'esatto luogo di provenienza dei suoi esemplari. Ogni sua descrizione ed interpretazione era, quindi, sempre abbastanza approssimativa e speculativa in quanto non soggetta ad alcun rigoroso metodo di indagine, per cui egli perse molto tempo nello stendere un gran numero di appunti che poi, all'atto pratico dell'investigazione scientifica vera e propria, si sarebbero rivelati inutilizzabili.

"In conclusione, quindi, il viaggio intorno al mondo fu per Darwin molto importante, ma non in quanto esso gli abbia fornito dati ed informazioni scientifiche tali da condurlo alla formulazione della sua teoria; bensì unicamente perché gli diede respiro, libertà e tempo per meditare a modo suo, cioè lasciando corda libera all'immaginazione. Nel 1836, allorché il Beagle rientrò in Inghilterra, Darwin non disponeva di alcuna teoria propria. Ma qualcosa dentro di lui era cambiato ostava cambiando. Qualcosa che avrebbe finito per spingerlo a consumare il resto dei suoi giorni in un carcere volontario dominatodall'ambizione e dalla nevrosi., e reso più confortevole soltanto dal calore degli affetti familiari.(…)

"La soluzione, consistente nel meccanismo variazioni-selezione naturale, gli venne in seguito a riflessioni e letture del tipo più disparato. Può stupire di dover constatare che i principali autori utilizzati non furono biologi, ma un sociologo (Robert Malthus), un economista (Adam Smith) e uno statistico (Adolphe Quételet); ma lo stupore svanisce, non appena si riflette che, in definitiva, la teoria dell'evoluzione per selezione naturale altro non è se non un'estensione alla biologia del principio del laissez-faire economico di Adam Smith. Per Smith, infatti, se si vuole un'economia ordinata e assicuratrice del massimo benessere per tutti, bisogna lasciare che gli individui competano liberamente fra di loro e combattano l'uno contro l'altro per il proprio tornaconto. Il risultato, dopo aver eliminato gli inefficienti e favorito i più efficienti, sarà una politica stabile ed armonica. L'ordine e l'armonia, insomma, sorgerebbero spontaneamente dalla lotta fra gli individui e non discenderebbero da una 'autorità' predestinata o da controlli effettuati dall''alto'.

"Non si intuisce, dietro tutto questo, il bisogno di Charles Darwin di non sentirsi più soggetto a nulla e a nessuno (il padre, gli studi obbligati, le arringhe di Fitz Roy, la Bibbia, Dio) e di competere liberamente con gli altri a modo proprio, obbedendo alla propria natura e solo per proprio diletto? È proprio così. La teoria di Darwin rifletteva in tutto la sua psicologia, costantemente oscillante fra i due poli dell'ansia e del bisogno di libertà. Insofferente e timoroso dell'autorità e del severo giudizio prima paterni e poi divini, Darwin manifestò, con la sua teoria, tutto il suo bisogno di liberarsi dal padre celeste e di competere con Lui, sostituendolo nella considerazione dei suoi simili. Dietro la sua facciata cortese e apparentemente calma e cordiale di prefetto gentleman vittoriano, il naturalista dilettante e il meno filosofico tra gli uomini, Darwin nutriva prepotentemente l'ambizione di essere considerato una grande figura della scienza e della storia del pensiero, anche.

"A partire da questi anni, Darwin fu affetto quasi quotidianamente da una strana malattia che si manifestava con sintomi cangianti ed imprecisi (nausee, dolori gastrici ed intestinali, palpitazioni cardiache, debolezze ed insonnia) sulla quale molto è stato scritto, ma che - data la sua robusta costituzione ereditata dal padre - era sicuramente di natura psico-somatica.

"Questa malattia gli impedì per tutto il resto della vta di compiere alri viaggi, di partecipare a convegni scientifici, di intrattenere a lungo ospiti od amici e di dedicarsi per troppe ore al suo lavoro. Ciò lo convinse a ritirarsi con la sua famiglia (nel 1839 aveva sposato la cugina Emma Wedgwood, dalla quale ebbe 10 figli) in un luogo tranquillo e non troppo facilmente raggiungibile, e la scelta cadde su una graziosa casa di campagna situata in prossimità di Downe, nel Kent.(…)

"Perché quella reclusione volontaria? E come mai quella strana malattia? Viene da pensare che Darwin, per lo meno al livello inconscio, avesse paura, ma di che cosa? Sicuramente egli ambiva a rivelare al mondo la sua teoria trasformistica, ma si rendeva anche perfettamente conto di due ostacoli piuttosto duri da superare.

"In primo luogo, la teoria implicava una spiegazione puramente materialistica delle forme viventi, uomo compreso., e ciò sarebbe stato molto più eretico dell'idea evolutiva medesima - che, in se stessa, non era affatto una novità -, scardinando tutte le tradizioni più profonde del pensiero occidentale. Ciò gli avrebbe inimicato la maggior parte degli ambienti accademici, distruggendolo. In secondo luogo, la teoria era stata, sì, formulata; ma non in base a tutto un corredo di fatti scientificamente plausibili. Essa, al contrario, aveva preceduto i fatti. Come giustificarla e sostenerla, quindi, di fronte ai biologi?

"Il primo di questi ostacoli, Darwin lo superò con il silenzio, nascondendo cioè le sue vere idee e facendo sapere che era semplicemente interessato a raccogliere informazioni riguardanti il problema della variabilità dei viventi. Scrisse, comunque, due brevi saggi (molto simili all'Origine delle specie nel contenuto e nella struttura generale) che consegnò alla moglie affinché venissero pubblicati nell'eventualità della sua morte.

"Il secondo ostacolo fu superato 'spremendo' semplicemente i cervelli di altri, fossero questi ultimi allevatori profani, scienziati professionisti o semplici conoscenti. Poiché la sua malattia e la sua condizione di naturalista dilettante non gli permettevano di andare molto più in là di qualche primitivo esperimento nel suo giardino o nel capannone che vi era situato, egli poneva continuamente ed insistentemente questi e problemi ai suoi 'esperti' (Joseph Hooker,Asa Gray, Charles Lyell, Thomas Huxley, ecc.) trattandoli con affetto più che cordiale e, a volte, adulandoli in maniera anche abbastanza sfacciata (egli chiamava Lyell, ad esempio, il suo 'Lord alto Cancelliere', e Hooker 'il giudice di gran lunga più competente in Europa')." (…)

"Col tempo, ai due ostacoli suddetti se ne aggiungerà un terzo, consistente nel fatto di non riuscire a capire chiaramente in che modo si originano le variazioni in natura. Darwin non seppe venirne fuori, e, per non ricadere nelle stesse posizioni di Lamarck, ripiegò nell'ammettere che esse si originavano per puro caso.

"Per i motivi suddetti, dopo ben 20 anni alla formulazione della sua teoria, Darwin non aveva ancora pubblicato nulla in proposito, consumando molto tempo in ricerche meno pericolose (ad esempio i 4 volumi sui crostacei cirripedi) e continuando ad accumulare tensione nervosa per le sue ambizioni insoddisfatte. Probabilmente - è lecito sostenerlo - non avrebbe mai pubblicato nulla, se non fosse stato per il fatto che Alfed Russell Wallace minacciava di anticiparlo e di spogliarlo della tanto proclamata e difesa originalità della sua teoria: il che lo indusse a scrivere in fretta i suoi punti di vista, riutilizzando i brevi manoscritti che aveva consegnati alla moglie.(…)

"Ora, se in privato Darwin ammetteva tranquillamente di aver ricavato da altri le informazioni utilizzate per comporre l'Origine, in pubblico sembrava presentarli come proprie ricerche originali. In realtà, il meno che si può dire è che i fatti da lui raccolti erano di seconda mano, ed in molti casi neppure verificati; ma Darwin nemmeno se ne accorgeva. Egli non si poneva mai la questione cardinale di mettere freddamente a confronto i dati favorevoli e quelli invece sfavorevoli alla sua teoria.(…)

"Darwin (…) assumeva che la mera possibilità di immaginare una serie di passaggi intermedi tra una condizione organica ed un'altra doveva essere accettata come ragione valida per ritenere probabili questi passaggi, inducendo a far tranquillamente credere che essi si erano effettivamente realizzati. Allorché, finalmente, Darwin si accorgeva di non poter render conto di certi fatti sfavorevoli alla sua teoria, chiudeva ogni discussione in modo assai candido col rimarcare che una tale teoria, in grado di spiegare così tante cose altrimenti inesplicabili, non poteva assolutamente essere falsa! (…)

"Secondo noi, di Darwin si può dire quello che una volta Sigmund Freud disse di se stesso: 'Io non sono realmente un uomo di scienza, né un osservatore, né uno sperimentatore, e neppure un pensatore. Per temperamento, io non sono altro che un conquistador, con la curiosità, sfrontatezza e tenacità che appartengono a questo tipo di essere."

gianni

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Re: DARWIN

Messaggio Da bishop il Mar Gen 01, 2008 9:29 pm

mi stupisce che sia stato "riesumato" un articolo così datato(1982), ad ogni modo, chiediamoci quanto un geologo ne sappia di evoluzione e traiamo le dovute conclusioni.
tra l'altro, se ha scritto un'articolo su una rivista deve avere una certa esperienza, quindi anni di formazione come studioso, se aggiungiamo a ciò la data di pubblicazione scopriamo che sicuramente è rimasto, come tanti, troppi professori universitari a concezioni degli anni 50 o giu di lì.

Ma veniamo a Darwin, citato, ricitato, stracitato (ed in qualche situazione incitato) come unico e solo sostenitore dell'evoluzione...
Ha posto le basi, ha dato il via a 150 anni di studi, ma non ha dettato nessuna verità assoluta, se oggi si accetta l'evoluzione è solo perchè oltre ad essere convincente è stata ampiamente dimostrata da tante altre scienze quali l'embriologia, la genetica, l'istologia, la paleontologia...ecc...ecc...
Puntualmente però i detrattori dell'evoluzionismo si scagliano contro Darwin, ignorando, spero volutamente, quant'altro ci sia oltre in studi e studi che dimostrano ancora di più la fondatezza di queste idee.
Cercando dubbi e magagne... ma chissene della vita di Darwin, non era un natuarlista vero e proprio? secondo me sì, dato che sono un naturalista io stesso, quindi posso confermare, ma l'importante è la teoria descritta ne l'origine delle specie, il resto sono chiacchiere alle quali si attaccano i suoi detrattori.
inutili, sterili, stupide chiacchiere.

bishop

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Re: DARWIN

Messaggio Da Admin il Mer Gen 02, 2008 12:49 pm

Non scendo nei dettagli di queste argomentazioni solo per non rifare altre 100 pagine di topic del vecchio forum sull'evoluzionismo/creazionismo.
Metto solo in guardia ( per quel che puo' servire ) il buon Bishop a tenere la sua mente sufficientemente elastica ed aperta ANCHE per teorie ed ipotesi opposte alle sue convinzioni e/ o i suoi studi.
In fondo l'evoluzionismo è un' IPOTESI , se vuoi la piu' accreditata attualmente tra la comunità scientifica..ma è ben lungi da essere una CERTEZZA !
Spesso la scienza ci ha abituato a capovolgimenti di fronte anche radicali..in funzione dell'evolversi delle ricerche e delle PROVE che possono saltar fuori all'improvviso da entrambi i fronti.
Bollare come "inutili, sterili, stupide chiacchiere" scritti di altri...oltre che a dimostrare una "caduta di stile", indicano un arroccamento su posizioni che san più di FEDE religiosa che di SCIENZA !
Senza offesa...Bishop, tu sai che secondo me la verità è molto piu' complessa di quella che entrambi gli schieramenti pensano.
Io ritengo che si troverà tra qualche decennio un'equilibrio tra le due teorie creazionista ed evoluzionista...stò al palo ad osservare quello che succede...mi gusto la partita apprezzando la qualità del gioco, senza comportarmi da ULTRAS e sparando petardi dalla curva nord ! Very Happy

ciaoenzo
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Re: DARWIN

Messaggio Da bishop il Mer Gen 02, 2008 4:50 pm

So bene come la pensi, ne abbiamo già discusso ed ho già scritto che l'evoluzione non è una semplice teoria, ma un fatto accertato, provato e documentato sullo studio delle popolazioni animali e dei fossili, per una prova diretta e successivamente, su studi genetici ed embriologici, per non continuare con altre scienze che provano in maniera indiretta una linea filetica tra generi, famiglie o specie viventi od estinte.
E' come l'evoluzione avvenga ad essere il frutto di teorie... per cui: studi sulle mutazioni genetiche, studi sulla trasmissione dei caratteri fenotipici, studi etologici ed ecologici, ci aiutano a comprendere questi meccanismi.
Percui sia ben chiaro non è l'evoluzione in sè ad essere dubbia, quella ormai è talmente accertata e comprovata da essere sempre più confermata da ogni nuovo studio che viene effettuato.
Quello che sembra davvero un arroccamento è l'attaccare darwin con la convinzione che colpendo lui con un cuneo di diffamazioni si possa inserire la creazione come teoria scientifica, il che è piuttosto triste se non totalmente allucinante, non credi?
Sono prontissimo ad accettare qualsiasi teoria, purchè sia basata su prove e su fatti empirici, qualora questi non ci siano si tratta di parole di nullo significato e valore.

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