TEST LHC
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TEST LHC
(Ansa 07-09-2008)
ROMA - La Terra non corre alcun rischio di essere distrutta dal test che avrà luogo al Cern di Ginevra il 10 settembre prossimo quando nel più potente acceleratore di particelle del mondo, Lhc, sarà fatto circolare il primo fascio di protoni.
A sostenerlo sono il presidente dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare, Roberto Petronzio e il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Infn), Luciano Maiani, che è stato direttore generale del Cern dal 1999 al 2003. Con la decisione della Corte Europea dei Diritti Umani di respingere il ricorso presentato da un gruppo di scienziati, secondo i quali potrebbe crearsi un mini buco nero capace di risucchiare il nostro pianeta, parte così il conto alla rovescia ufficiale. L'Infn oltre ad aver partecipato alla realizzazione di Lhc, con i suoi scienziati partecipa ai test, per i quali copre anche ruoli di responsabilità internazionali. Petronzio precisa che, in ogni caso, il rischio non riguarda ciò che avverrà il 10, quando non vi saranno scontri di particelle ma verrà immesso nella macchina il primo fascio di protoni che sarà fatto girare nell'acceleratore.
In merito ai test successivi, quando fasci di particelle saranno fatti scontrare ad altissime temperature per ricreare le condizioni del Big Bang, in base alla relatività di Einstein, sottolinea Petronzio, non vi è alcun pericolo. "Già nel 2003 - ha spiegato Petronzio - il Cern ha creato un gruppo di valutazione per la sicurezza di Lhc che ci ha rassicurato sulla sicurezza degli esperimenti prodotti nell'acceleratore.
E lo stesso parere è stato espresso anche dal gruppo di scienziati Scp Scientific Policy Committee, di cui fanno parte premi Nobel per la Fisica che esprime valutazioni scientifiche per il Consiglio del Cern". Se questo non bastasse, prosegue Petronzio, la prova maggiore che confuta la teoria del rischio buco nero sono le continue, innocue, collisioni di alte energie che avvengono nell'Universo, come i raggi cosmici che colpiscono anche la Terra.
L'assenza di rischio dai test di Lhc, è sottolineata anche da Maiani. "E' stato giusto porsi il problema - ha detto - ma il problema non ha un fondamento tale da indurre preoccupazioni. Dal punto di vista scientifico, invece, sono pienamente convinto che i risultati dell'esperimento saranno nel senso positivo".
ATTESA SENZA INTRALCI AVVIO ACCELERATORE - Ancora pochi giorni e il gigante degli acceleratori di particelle si "sveglierà": il primo fascio di protoni percorrerà i 27 chilometri dell'anello del Large Hadron Collider (Lhc) mercoledì 10 settembre. Tutto sta procedendo senza intralci e fanno sorridere le ipotesi catastrofiste dei giorni scorsi, mentre cresce di ora in ora l'attesa di quest' evento fra i ricercatori del Cern di Ginevra. "Alcuni di noi stanno lavorando da quasi vent'anni a questo progetto e adesso siamo pieni di speranze, c'é un clima molto bello", dice la fisica Maria Curatolo, responsabile dei fisici italiani per Atlas, uno dei quattro grandi esperimenti che saranno condotti nell'Lhc. "I test di iniezione partiti in agosto si sono conclusi e tutto è andato bene", prosegue.
Mercoledì 10, finalmente, si procederà alla fase successiva: "un volta iniettati nell' acceleratore, i fasci di particelle saranno fatti circolare in tutto l'anello". Inizialmente l'intensità dell'energia sarà piuttosto bassa rispetto a quella prevista a regime: 450 Gev (ossia 450 miliardi di elettronvolt), che in breve tempo saranno portati a cinque TeV (5.000 miliardi di elettronvolt) e quindi a sette TeV (7.000 miliardi di elettronvolt). "In questi giorni - prosegue Curatolo - sono in corso tutte le verifiche, che continueranno fino all'ultimo momento. Tutto è sotto controllo e sappiamo che il 10 settembre l'attenzione del mondo sarà puntata sull'acceleratore".
E intanto, aggiunge, "é già una grande soddisfazione vedere che è stata realizzata e che sta funzionando una macchina che rappresenta una vera e propria frontiera della tecnologia". Tutti, al Cern, sono consapevoli del fatto che l'acceleratore Lhc è una macchina complessa e difficile. "proprio per questo motivo negli ultimi anni c'é stato qualche ritardo e la data prevista per l'avvio del funzionamento è slittata più volte. Ma adesso finalmente tutto è pronto e siamo tutti in attesa". Speranza e fiducia sono gli stati d'animo più diffusi, quelli che traspaiono in modo sempre più evidente: "siamo tutti speranzosi. Sappiamo che gli scienziati che lavorano alla macchina anno fatto moltissimo e adesso situazione è arrivata a punto finale. Siamo davvero fiduciosi che adesso è iniziata la fase che aspettavamo da tanto tempo e nella quale potremo prendere tutti i dati necessari per esplorare un nuovo orizzonte fisica.
Spariamo bene
ROMA - La Terra non corre alcun rischio di essere distrutta dal test che avrà luogo al Cern di Ginevra il 10 settembre prossimo quando nel più potente acceleratore di particelle del mondo, Lhc, sarà fatto circolare il primo fascio di protoni.
A sostenerlo sono il presidente dell'Istituto nazionale di Fisica Nucleare, Roberto Petronzio e il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Infn), Luciano Maiani, che è stato direttore generale del Cern dal 1999 al 2003. Con la decisione della Corte Europea dei Diritti Umani di respingere il ricorso presentato da un gruppo di scienziati, secondo i quali potrebbe crearsi un mini buco nero capace di risucchiare il nostro pianeta, parte così il conto alla rovescia ufficiale. L'Infn oltre ad aver partecipato alla realizzazione di Lhc, con i suoi scienziati partecipa ai test, per i quali copre anche ruoli di responsabilità internazionali. Petronzio precisa che, in ogni caso, il rischio non riguarda ciò che avverrà il 10, quando non vi saranno scontri di particelle ma verrà immesso nella macchina il primo fascio di protoni che sarà fatto girare nell'acceleratore.
In merito ai test successivi, quando fasci di particelle saranno fatti scontrare ad altissime temperature per ricreare le condizioni del Big Bang, in base alla relatività di Einstein, sottolinea Petronzio, non vi è alcun pericolo. "Già nel 2003 - ha spiegato Petronzio - il Cern ha creato un gruppo di valutazione per la sicurezza di Lhc che ci ha rassicurato sulla sicurezza degli esperimenti prodotti nell'acceleratore.
E lo stesso parere è stato espresso anche dal gruppo di scienziati Scp Scientific Policy Committee, di cui fanno parte premi Nobel per la Fisica che esprime valutazioni scientifiche per il Consiglio del Cern". Se questo non bastasse, prosegue Petronzio, la prova maggiore che confuta la teoria del rischio buco nero sono le continue, innocue, collisioni di alte energie che avvengono nell'Universo, come i raggi cosmici che colpiscono anche la Terra.
L'assenza di rischio dai test di Lhc, è sottolineata anche da Maiani. "E' stato giusto porsi il problema - ha detto - ma il problema non ha un fondamento tale da indurre preoccupazioni. Dal punto di vista scientifico, invece, sono pienamente convinto che i risultati dell'esperimento saranno nel senso positivo".
ATTESA SENZA INTRALCI AVVIO ACCELERATORE - Ancora pochi giorni e il gigante degli acceleratori di particelle si "sveglierà": il primo fascio di protoni percorrerà i 27 chilometri dell'anello del Large Hadron Collider (Lhc) mercoledì 10 settembre. Tutto sta procedendo senza intralci e fanno sorridere le ipotesi catastrofiste dei giorni scorsi, mentre cresce di ora in ora l'attesa di quest' evento fra i ricercatori del Cern di Ginevra. "Alcuni di noi stanno lavorando da quasi vent'anni a questo progetto e adesso siamo pieni di speranze, c'é un clima molto bello", dice la fisica Maria Curatolo, responsabile dei fisici italiani per Atlas, uno dei quattro grandi esperimenti che saranno condotti nell'Lhc. "I test di iniezione partiti in agosto si sono conclusi e tutto è andato bene", prosegue.
Mercoledì 10, finalmente, si procederà alla fase successiva: "un volta iniettati nell' acceleratore, i fasci di particelle saranno fatti circolare in tutto l'anello". Inizialmente l'intensità dell'energia sarà piuttosto bassa rispetto a quella prevista a regime: 450 Gev (ossia 450 miliardi di elettronvolt), che in breve tempo saranno portati a cinque TeV (5.000 miliardi di elettronvolt) e quindi a sette TeV (7.000 miliardi di elettronvolt). "In questi giorni - prosegue Curatolo - sono in corso tutte le verifiche, che continueranno fino all'ultimo momento. Tutto è sotto controllo e sappiamo che il 10 settembre l'attenzione del mondo sarà puntata sull'acceleratore".
E intanto, aggiunge, "é già una grande soddisfazione vedere che è stata realizzata e che sta funzionando una macchina che rappresenta una vera e propria frontiera della tecnologia". Tutti, al Cern, sono consapevoli del fatto che l'acceleratore Lhc è una macchina complessa e difficile. "proprio per questo motivo negli ultimi anni c'é stato qualche ritardo e la data prevista per l'avvio del funzionamento è slittata più volte. Ma adesso finalmente tutto è pronto e siamo tutti in attesa". Speranza e fiducia sono gli stati d'animo più diffusi, quelli che traspaiono in modo sempre più evidente: "siamo tutti speranzosi. Sappiamo che gli scienziati che lavorano alla macchina anno fatto moltissimo e adesso situazione è arrivata a punto finale. Siamo davvero fiduciosi che adesso è iniziata la fase che aspettavamo da tanto tempo e nella quale potremo prendere tutti i dati necessari per esplorare un nuovo orizzonte fisica.
Spariamo bene

Re: TEST LHC
Pochi giorni all'inizio degli esperimenti ?!!!
Ocorre quindi che mi affretti a finire alcuni lavoi che ho in corso...non si sa mai !
ciaoenzo
Ocorre quindi che mi affretti a finire alcuni lavoi che ho in corso...non si sa mai !
ciaoenzo
chi segue le orme degli altri...non lascia traccia.
Re: TEST LHC
John Titor è meglio che sia tornato da dove è venuto...dopo un pò di mesi di pavoneggiamenti nei forum di mezzo mondo.
La megalomania ha volte si esprime in maniere inprevedibili !
Diciamo che al CERN hanno delle attrezzature sufficientemente tecnologiche e si spera che gli ideatori siano sufficientemente intelligenti da sapere cosa fanno nella stanza dei bottoni !
Sono curioso proprio di vedere come andrà a finire tutta questa storia.
ciaoenzo
La megalomania ha volte si esprime in maniere inprevedibili !
Diciamo che al CERN hanno delle attrezzature sufficientemente tecnologiche e si spera che gli ideatori siano sufficientemente intelligenti da sapere cosa fanno nella stanza dei bottoni !
Sono curioso proprio di vedere come andrà a finire tutta questa storia.
ciaoenzo
chi segue le orme degli altri...non lascia traccia.
Re: TEST LHC
In vista del primo test atomico americano (il famoso progetto manhattan), alcuni scienziati pensavano ci fosse il rischio che l'esplosione avrebbe letteralmente incendiato l'atmosfera, causando danni a catena e finendo per 'arrostire' il mondo intero... L'unica differenza è che all'epoca, essendo l'esperimento top top top secret, non ci fu alcuna petizione pubblica contro il test 
.


Re: TEST LHC
(Ansa 10-09-2008) AL LAVORO LA MACCHINA CHE VEDRA' IL BIG BANG
ROMA - Un lancio verso l'esplorazione delle frontiere dell'infinitamente piccolo: la tensione che oggi ha accompagnato l'avvio dell'acceleratore più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, è paragonabile a quella del lancio di una navetta spaziale.
L'obiettivo, in questo caso, è ancora più ambizioso perché una macchina così grande e potente promette di rivoluzionare la fisica: la scommessa è riuscire a capire quello che è successo negli istanti che hanno immediatamente seguito il Big Bang che ha dato origine all'universo, quando molto probabilmente sono entrate in gioco leggi fisiche molto diverse da quelle note oggi.
"E' stato un lancio nel microcosmo", ha detto il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), che ha seguito tutte le fasi dell'avvio dell'Lhc dalla sede centrale dell'istituto a Roma, in collegamento con il Cern. Un evento storico e "importantissimo", come lo ha definito il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) ed ex direttore generale del Cern, Luciano Maiani, che ha seguito le operazioni da Ginevra. Un successo pieno, quello ottenuto oggi, e vissuto fra un grande entusiasmo. Nella notte qualche difficoltà nell'apparato che controlla le bassissime temperature della macchina aveva creato qualche momento di tensione, che questa mattina ha comportato un leggero ritardo. Ma tutto è stato superato nel migliore dei modi.
Sotto gli occhi si tutto il mondo (dal Big Bang Breakfast organizzato in Gran Bretagna al pigiama party imposto agli Stati Uniti per il fuso orario) la macchina si è accesa e il primo fascio di protoni l'ha percorsa interamente, completando il giro dei 27 chilometri dell'anello dell'Lhc in poco meno di un'ora, alle 10,27. In realtà, ha spiegato il vicepresidente dell'Infn, Umberto Dosselli, i protoni sono stati iniettati a un'alta energia (450 miliardi di elettronvolt, GeV), tale da far raggiungere il 99% della velocità della luce e percorrere un intero giro in un decimo di secondo*.
Ma per verificare che la macchina riuscisse a "vederle" in ogni punto del percorso, le particelle sono state bloccate in almeno otto diverse tappe da schermi simili a lastre fotografiche. Di volta in volta venivanno iniettati nuovi fasci (tutti relativamente piccoli, di qualche milione di protoni), ognuno dei quali bloccato in un punto diverso e misurato. Tappa dopo tappa, i protoni sono stati "visti" da tutti gli apparati dei quattro esperimenti dell'acceleratore (Alice, Cms Lhcb e Atlas).
Ma il primo "lampo" è esploso quando i potoni hanno incontrato il gas residuo nell'esperimento Cms. E' stato un altro dei momenti emozionanti di questa lunga mattinata. Poi l'applauso e i brindisi che hanno salutato il completamento del primo giro in questo percorso a tappe. "Adesso - ha aggiunto Dosselli - si continua a iniettare nuovi fasci di particelle, in questa fase di rodaggio della macchina. L'Lhc funzionerà a regime fra qualche mese, nel quale una delle cose principali da fare sarà imparare a capire quando fascio diventa instaile e a gestirlo".
Le prime collisioni sono attese fra circa un mese e per l'inizio del prossimo anno l' acceleratore più potente del mondo funzionerà a regime, alla temperatura^ di 7.000 miliardi di elettronvolt (TeV). Inizia l' avventura dell'Lhc, che funzionerà almeno per i prossimi 25 anni, ma forse anche di più, visto che periodicamente sarà modificata e "ringiovanita".
* mmmh, interessante, a me risulta che la velocitá della luce sia di 300.000 Km/sec. per cui se la matematica non é cambiata, in 1/10 di sec, ne percorre ben 30.000....l´anello del CERN é di 27 Km (arrotondiamo a 30 per semplificare anche perché si tratta del 99% della velocitá)
Risultato?...
^ temperatura?....
Spero tanto siano "errori di stampa" o che il giornalista che ha scritto non stesse tanto bene...in caso contrario del Prof. Dosselli potrei aver molta paura..
Rassicurante il fatto che ancora devono imparare a gestirlo...hihihihihiihih...
ROMA - Un lancio verso l'esplorazione delle frontiere dell'infinitamente piccolo: la tensione che oggi ha accompagnato l'avvio dell'acceleratore più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, è paragonabile a quella del lancio di una navetta spaziale.
L'obiettivo, in questo caso, è ancora più ambizioso perché una macchina così grande e potente promette di rivoluzionare la fisica: la scommessa è riuscire a capire quello che è successo negli istanti che hanno immediatamente seguito il Big Bang che ha dato origine all'universo, quando molto probabilmente sono entrate in gioco leggi fisiche molto diverse da quelle note oggi.
"E' stato un lancio nel microcosmo", ha detto il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), che ha seguito tutte le fasi dell'avvio dell'Lhc dalla sede centrale dell'istituto a Roma, in collegamento con il Cern. Un evento storico e "importantissimo", come lo ha definito il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) ed ex direttore generale del Cern, Luciano Maiani, che ha seguito le operazioni da Ginevra. Un successo pieno, quello ottenuto oggi, e vissuto fra un grande entusiasmo. Nella notte qualche difficoltà nell'apparato che controlla le bassissime temperature della macchina aveva creato qualche momento di tensione, che questa mattina ha comportato un leggero ritardo. Ma tutto è stato superato nel migliore dei modi.
Sotto gli occhi si tutto il mondo (dal Big Bang Breakfast organizzato in Gran Bretagna al pigiama party imposto agli Stati Uniti per il fuso orario) la macchina si è accesa e il primo fascio di protoni l'ha percorsa interamente, completando il giro dei 27 chilometri dell'anello dell'Lhc in poco meno di un'ora, alle 10,27. In realtà, ha spiegato il vicepresidente dell'Infn, Umberto Dosselli, i protoni sono stati iniettati a un'alta energia (450 miliardi di elettronvolt, GeV), tale da far raggiungere il 99% della velocità della luce e percorrere un intero giro in un decimo di secondo*.
Ma per verificare che la macchina riuscisse a "vederle" in ogni punto del percorso, le particelle sono state bloccate in almeno otto diverse tappe da schermi simili a lastre fotografiche. Di volta in volta venivanno iniettati nuovi fasci (tutti relativamente piccoli, di qualche milione di protoni), ognuno dei quali bloccato in un punto diverso e misurato. Tappa dopo tappa, i protoni sono stati "visti" da tutti gli apparati dei quattro esperimenti dell'acceleratore (Alice, Cms Lhcb e Atlas).
Ma il primo "lampo" è esploso quando i potoni hanno incontrato il gas residuo nell'esperimento Cms. E' stato un altro dei momenti emozionanti di questa lunga mattinata. Poi l'applauso e i brindisi che hanno salutato il completamento del primo giro in questo percorso a tappe. "Adesso - ha aggiunto Dosselli - si continua a iniettare nuovi fasci di particelle, in questa fase di rodaggio della macchina. L'Lhc funzionerà a regime fra qualche mese, nel quale una delle cose principali da fare sarà imparare a capire quando fascio diventa instaile e a gestirlo".
Le prime collisioni sono attese fra circa un mese e per l'inizio del prossimo anno l' acceleratore più potente del mondo funzionerà a regime, alla temperatura^ di 7.000 miliardi di elettronvolt (TeV). Inizia l' avventura dell'Lhc, che funzionerà almeno per i prossimi 25 anni, ma forse anche di più, visto che periodicamente sarà modificata e "ringiovanita".
* mmmh, interessante, a me risulta che la velocitá della luce sia di 300.000 Km/sec. per cui se la matematica non é cambiata, in 1/10 di sec, ne percorre ben 30.000....l´anello del CERN é di 27 Km (arrotondiamo a 30 per semplificare anche perché si tratta del 99% della velocitá)
Risultato?...
^ temperatura?....
Spero tanto siano "errori di stampa" o che il giornalista che ha scritto non stesse tanto bene...in caso contrario del Prof. Dosselli potrei aver molta paura..
Rassicurante il fatto che ancora devono imparare a gestirlo...hihihihihiihih...

Re: TEST LHC
Speriamo che le sviste siano del giornalista...perchè se sono di uno dei fisici addetti al controllo del fascio.....
...comincio veramente a preoccuparmi !
ciaoenzo
ciaoenzo
chi segue le orme degli altri...non lascia traccia.
Re: TEST LHC
Si ma tanto non posso farci nulla !...però penso che prima di prendere una qualche decisioni in qualsiasi settore, ci penseranno bene un pò di volte e in più di una persona.
Bene o male...han studiato, possiamo anche dargli un pò di fiducia.
Io ad esempio se avessi dovvuto costruire un accelleratore di particelle di quel tipo...non avrei saputo da dove cominciare !!!
ciaoenzo
Bene o male...han studiato, possiamo anche dargli un pò di fiducia.
Io ad esempio se avessi dovvuto costruire un accelleratore di particelle di quel tipo...non avrei saputo da dove cominciare !!!
ciaoenzo
chi segue le orme degli altri...non lascia traccia.
Re: TEST LHC
CERN: SLITTA A PRIMAVERA L'APPUNTAMENTO COL BIG BANG
(Ansa 22-09-2008) - Rinviato di mesi, probabilmente per la prossima primavera, l'appuntamento storico con le prime collisioni di protoni all'interno del più grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, dopo il guasto diagnosticato nei giorni scorsi. Date precise ancora non sono uscite dalle riunioni che si susseguono in queste ore nella sede del Centro europeo per le ricerche nucleari. "Stiamo verificando l'entità dei danni", ha detto il direttore del laboratorio magneti superconduttori del Cern, Lucio Rossi. Quello che è certo è che è necessario un mese solo alzare la temperatura bassissima (271 gradi sotto zero) alla quale funziona l'acceleratore: una gradualità indispensabile per evitare il rischio di rotture meccaniche di bobine e magneti.
Un altro mese servirà per tornare alla bassissima temperatura indispensabile al funzionamento della macchina. A questi due mesi vanno poi aggiunti i tempi tecnici per riparare i danni. Si arriverà così a fine anno. Dall'inizio del 2009 era programmato da tempo un lungo periodo di fermo (uno o due mesi) per la manutenzione della macchina. Sarà il direttore generale del Cern, Robert Aymar, a decidere se confermare o meno lo stop per la manutenzione.
Al momento, comunque, il ripristino dell'attività dell'Lhc dovrebbe slittare ai primi mesi del prossimo anno. In forse anche la data del 21 ottobre, programmata da mesi per la cerimonia di inaugurazione dell'acceleratore. "E' un ritardo che dispiace, ma sono questi i tempi tecnici necessari per risolvere il problema", ha detto il fisico Sergio Bertolucci, membro della giunta esecutiva dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e che dal prossimo primo gennaio sarà in carica come direttore di ricerca del Cern. Oggi nel tunnel circolare lungo 27 chilometri dell'Lhc i tecnici stanno esaminando le condizioni di sicurezza. Al momento non sembrano esserci stati danni ai grandi magneti necessari agli esperimenti. Il danno è stato di natura elettrica: si è rotta una delle giunzioni che alimentano elettricamente i magneti e la scarica generata provocato un problema meccanico, con la rottura di una delle condutture in cui scorre l'elio liquido necessario a mantenere bassa la temperatura per consentire il funzionamento dei magneti superconduttori.
(Ansa 22-09-2008) - Rinviato di mesi, probabilmente per la prossima primavera, l'appuntamento storico con le prime collisioni di protoni all'interno del più grande acceleratore del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra, dopo il guasto diagnosticato nei giorni scorsi. Date precise ancora non sono uscite dalle riunioni che si susseguono in queste ore nella sede del Centro europeo per le ricerche nucleari. "Stiamo verificando l'entità dei danni", ha detto il direttore del laboratorio magneti superconduttori del Cern, Lucio Rossi. Quello che è certo è che è necessario un mese solo alzare la temperatura bassissima (271 gradi sotto zero) alla quale funziona l'acceleratore: una gradualità indispensabile per evitare il rischio di rotture meccaniche di bobine e magneti.
Un altro mese servirà per tornare alla bassissima temperatura indispensabile al funzionamento della macchina. A questi due mesi vanno poi aggiunti i tempi tecnici per riparare i danni. Si arriverà così a fine anno. Dall'inizio del 2009 era programmato da tempo un lungo periodo di fermo (uno o due mesi) per la manutenzione della macchina. Sarà il direttore generale del Cern, Robert Aymar, a decidere se confermare o meno lo stop per la manutenzione.
Al momento, comunque, il ripristino dell'attività dell'Lhc dovrebbe slittare ai primi mesi del prossimo anno. In forse anche la data del 21 ottobre, programmata da mesi per la cerimonia di inaugurazione dell'acceleratore. "E' un ritardo che dispiace, ma sono questi i tempi tecnici necessari per risolvere il problema", ha detto il fisico Sergio Bertolucci, membro della giunta esecutiva dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e che dal prossimo primo gennaio sarà in carica come direttore di ricerca del Cern. Oggi nel tunnel circolare lungo 27 chilometri dell'Lhc i tecnici stanno esaminando le condizioni di sicurezza. Al momento non sembrano esserci stati danni ai grandi magneti necessari agli esperimenti. Il danno è stato di natura elettrica: si è rotta una delle giunzioni che alimentano elettricamente i magneti e la scarica generata provocato un problema meccanico, con la rottura di una delle condutture in cui scorre l'elio liquido necessario a mantenere bassa la temperatura per consentire il funzionamento dei magneti superconduttori.




Da YuXi il Dom Set 07, 2008 5:06 pm