I SESI DI PANTELLERIA
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I SESI DI PANTELLERIA
Visto l'interesse per i Nuraghi da parte di alcuni forenzi
...voglio porre all'attenzione ( loro e degli altri a cui interessa ) l'esistenza nell'isola sicialiana di Pantelleria di monumenti funebri ( almeno così si pensa ) chiamati SESI. .. che architettonicamente han molto in comune con i Nuraghe sardi.
Età circa 5000 A.C.
In pantesco per SESI si chiamano tutte le montagnette di sassi..e questo nome è passato a definire questo tipo di costruzioni ed il popolo che li ha eretti.
I Sesi, indicando all'uomo di oggi l'abilità edilizia nonchè le capacità intellettive del primo insediamento umano a Pantelleria.
Da dove venisse il popolo preistorico, autore di tali costruzioni, non si sa; si possono fare delle supposizioni e pertanto risultano diversi i pareri degli studiosi.
Che fossero Fenici o Pelegi - Tirreni come riteneva l'Arciprete D'Aietti o Siculi secondo la tesi del Dott. Rosario Salvo di Pietra Gansili o infine Iberici ha un'importanza relativa. Significativo è il fatto che questo popolo si stanziò nell'Isola, attratto certo dall'ossidiana "la preziosa roccia con cui si confezionavano nel neolitico le armi più eccellenti e i più eccellenti strumenti di taglio" e si rilevarono provetti maestri nell'arte della muratura come lo attestano i Sesi.
Monumento di forma ellittica, alto quasi sei metri, il Sese del Re ha tre ripiani a differenti altezze e s'innalza in una plana desertica, costellata di magma che, pietrificandosi, prese nella notte dei tempi, forme che danno alimento alla fantasia del visitatore.
La tecnica di muratura è a "casciata" e tali costruzioni a cupola o a tronco di cono presentano delle aperture esterne rettangolari che permettono di penetrare a carponi attraverso un corridoio nelle celle.
Il Sese Grande, chiamato il Sese del Re, ha dodici celle più docici corridoi ed undici ingressi; si suppone che dovette essere il sepolcro del capo dei Sesioti.
L'Orsi parla di ben cinquantasette Sesi, escludendo quelli distrutti dall'uomo.
Ogni Sese ha un numero di ingressi che vanno da due ad undici; la loro altezza non supera un metro, i corridoi sono stretti e lunghi circa sette metri conducono nelle rispettive celle rotonde le cui dimensioni variano anche nello stesso Sese.
In ogni cella veniva adagiato il defunto rannicchiato e con il capo verso occidente.



Nell'abitato di MURSIA sono state rinvenute numerose capanne ovali seminterrate ed accostate tra loro pertinenti una prima fase dell’insediamento. In una seconda fase le capanne diventano rotonde o irregolarmente quadrangolari e più piccole: In una terza fase alle capanne preesistenti si addossano piccoli vani quadrangolari. Si nota, pertanto, un’evoluzione architettonico-urbanistica che permette successivamente l’edificazione di edifici costituiti da più vani unitariamente costruiti. Una pianta complessa che si giustifica soltanto in un contesto culturale complesso che ha avuto stimoli evolutivi basati su necessità socio-economiche più avanzate.
Il passaggio dalla semplice capanna isolata all’edificio complesso multicamerale è, nel Mediterraneo centrale, indizio di processi di complessizzazione socio-economica basati spesso su stimoli provenienti dall’esterno. In particolare in altri siti, come il villaggio dei Faraglioni di Ustica e Thapsos, presso Siracusa, simili fenomeni di evoluzione urbanistico-architettonica si giustificano con una forte presenza di elementi diagnostici che indicano la presenza attiva di quei siti nelle reti commerciali marittime gestite dai trafficanti micenei.
I sesi di Pantelleria (il loro numero totale è ignoto poichè dei 58 segnalati da Orsi non tutti sono oggi visibili anche se altri se ne sono aggiunti recentemente in seguito a ulteriori esplorazioni) sono strutture circolari a tronco di cono, costruite secondo una tecnica megalitica ed adibite ad esclusiva funzione funeraria. La loro tipologia riflette il modulo a torre ben noto nelle altre isole del Mediterraneo centrale : dalle navetas e talayots balearici, alle torri della Corsica ed ai nuraghe sardi. Ovviamente tali generalizzazioni hanno ben poco senso poichè ogni articolazione locale di tale modulo assume le sue peculiarità formali e tecniche specifiche, nonchè le proprie motivazioni filogenetiche.
I sesi, infatti, a differenza dei simili monumenti succitati, non presentano una struttura cava all'interno, sicchè la loro tecnica costruttiva risulta estremamente elementare. Ad un paramento ben costruito con poderosi blocchi corrisponde una struttura interna a sacco di pietrame vario. Soltanto ai fianchi venivano costruite una o più piccole cavità adibite al rituale funerario. Una struttura, quindi, estremamente semplificata che per nulla sembra richiamare le arditezze della statica talayotica delle Baleari, torreana della Corsica e nuragica della Sardegna, e che semmai ne riprende soltanto le esperienze formative.
E' proprio con i monumenti più antichi che possono collocarsi alla base dell'insorgenza nuragica che troviamo gli elementi più significativi di confronto tipologico e tecnico. Ci riferiamo ai nuraghi a corridoio o 'pseudonuraghi' - da Albucciu a Peppe Gallu e Bruncu Madugui - caratterizzati dalla netta prevalenza della muratura sullo spazio vuoto fruibile. Questa tipologia trova ulteriori confronti in Francia con alcuni tumuli databili al neolitico medio, quali quelli di La Hogue e La Hoguette, in Calvados.
Penso che per spiegare l'originalità dell'acquisizione pantesca del modulo a torre piena bisogna tener conto di ciò che la vicina tradizione siciliana dei rituali funerari contemporanei comportava. Ciò anche in virtù del fatto che la sfera culturale nella quale l'orizzonte pantesco dei sesi si inserisce è quello siciliano cosiddetto di Rodì, Tindari, Vallelunga, Boccadifalco. L'insediamento di Mursia fa, infatti, parte integrante di un vasto areale culturale che vede tutta la Sicilia settentrionale, compreso, quindi, il Palermitano e parte del Trapanese.
Uno degli accessi al Sese del re ( quello conservato meglio ).



Ricostruzione di abitazioni dei SESI

Età circa 5000 A.C.
In pantesco per SESI si chiamano tutte le montagnette di sassi..e questo nome è passato a definire questo tipo di costruzioni ed il popolo che li ha eretti.
I Sesi, indicando all'uomo di oggi l'abilità edilizia nonchè le capacità intellettive del primo insediamento umano a Pantelleria.
Da dove venisse il popolo preistorico, autore di tali costruzioni, non si sa; si possono fare delle supposizioni e pertanto risultano diversi i pareri degli studiosi.
Che fossero Fenici o Pelegi - Tirreni come riteneva l'Arciprete D'Aietti o Siculi secondo la tesi del Dott. Rosario Salvo di Pietra Gansili o infine Iberici ha un'importanza relativa. Significativo è il fatto che questo popolo si stanziò nell'Isola, attratto certo dall'ossidiana "la preziosa roccia con cui si confezionavano nel neolitico le armi più eccellenti e i più eccellenti strumenti di taglio" e si rilevarono provetti maestri nell'arte della muratura come lo attestano i Sesi.
Monumento di forma ellittica, alto quasi sei metri, il Sese del Re ha tre ripiani a differenti altezze e s'innalza in una plana desertica, costellata di magma che, pietrificandosi, prese nella notte dei tempi, forme che danno alimento alla fantasia del visitatore.
La tecnica di muratura è a "casciata" e tali costruzioni a cupola o a tronco di cono presentano delle aperture esterne rettangolari che permettono di penetrare a carponi attraverso un corridoio nelle celle.
Il Sese Grande, chiamato il Sese del Re, ha dodici celle più docici corridoi ed undici ingressi; si suppone che dovette essere il sepolcro del capo dei Sesioti.
L'Orsi parla di ben cinquantasette Sesi, escludendo quelli distrutti dall'uomo.
Ogni Sese ha un numero di ingressi che vanno da due ad undici; la loro altezza non supera un metro, i corridoi sono stretti e lunghi circa sette metri conducono nelle rispettive celle rotonde le cui dimensioni variano anche nello stesso Sese.
In ogni cella veniva adagiato il defunto rannicchiato e con il capo verso occidente.



Nell'abitato di MURSIA sono state rinvenute numerose capanne ovali seminterrate ed accostate tra loro pertinenti una prima fase dell’insediamento. In una seconda fase le capanne diventano rotonde o irregolarmente quadrangolari e più piccole: In una terza fase alle capanne preesistenti si addossano piccoli vani quadrangolari. Si nota, pertanto, un’evoluzione architettonico-urbanistica che permette successivamente l’edificazione di edifici costituiti da più vani unitariamente costruiti. Una pianta complessa che si giustifica soltanto in un contesto culturale complesso che ha avuto stimoli evolutivi basati su necessità socio-economiche più avanzate.
Il passaggio dalla semplice capanna isolata all’edificio complesso multicamerale è, nel Mediterraneo centrale, indizio di processi di complessizzazione socio-economica basati spesso su stimoli provenienti dall’esterno. In particolare in altri siti, come il villaggio dei Faraglioni di Ustica e Thapsos, presso Siracusa, simili fenomeni di evoluzione urbanistico-architettonica si giustificano con una forte presenza di elementi diagnostici che indicano la presenza attiva di quei siti nelle reti commerciali marittime gestite dai trafficanti micenei.
I sesi di Pantelleria (il loro numero totale è ignoto poichè dei 58 segnalati da Orsi non tutti sono oggi visibili anche se altri se ne sono aggiunti recentemente in seguito a ulteriori esplorazioni) sono strutture circolari a tronco di cono, costruite secondo una tecnica megalitica ed adibite ad esclusiva funzione funeraria. La loro tipologia riflette il modulo a torre ben noto nelle altre isole del Mediterraneo centrale : dalle navetas e talayots balearici, alle torri della Corsica ed ai nuraghe sardi. Ovviamente tali generalizzazioni hanno ben poco senso poichè ogni articolazione locale di tale modulo assume le sue peculiarità formali e tecniche specifiche, nonchè le proprie motivazioni filogenetiche.
I sesi, infatti, a differenza dei simili monumenti succitati, non presentano una struttura cava all'interno, sicchè la loro tecnica costruttiva risulta estremamente elementare. Ad un paramento ben costruito con poderosi blocchi corrisponde una struttura interna a sacco di pietrame vario. Soltanto ai fianchi venivano costruite una o più piccole cavità adibite al rituale funerario. Una struttura, quindi, estremamente semplificata che per nulla sembra richiamare le arditezze della statica talayotica delle Baleari, torreana della Corsica e nuragica della Sardegna, e che semmai ne riprende soltanto le esperienze formative.
E' proprio con i monumenti più antichi che possono collocarsi alla base dell'insorgenza nuragica che troviamo gli elementi più significativi di confronto tipologico e tecnico. Ci riferiamo ai nuraghi a corridoio o 'pseudonuraghi' - da Albucciu a Peppe Gallu e Bruncu Madugui - caratterizzati dalla netta prevalenza della muratura sullo spazio vuoto fruibile. Questa tipologia trova ulteriori confronti in Francia con alcuni tumuli databili al neolitico medio, quali quelli di La Hogue e La Hoguette, in Calvados.
Penso che per spiegare l'originalità dell'acquisizione pantesca del modulo a torre piena bisogna tener conto di ciò che la vicina tradizione siciliana dei rituali funerari contemporanei comportava. Ciò anche in virtù del fatto che la sfera culturale nella quale l'orizzonte pantesco dei sesi si inserisce è quello siciliano cosiddetto di Rodì, Tindari, Vallelunga, Boccadifalco. L'insediamento di Mursia fa, infatti, parte integrante di un vasto areale culturale che vede tutta la Sicilia settentrionale, compreso, quindi, il Palermitano e parte del Trapanese.
Uno degli accessi al Sese del re ( quello conservato meglio ).



Ricostruzione di abitazioni dei SESI

chi segue le orme degli altri...non lascia traccia.

Admin- Admin


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Re: I SESI DI PANTELLERIA
Ciao Admin,
sai se c'è modo di trovare una pianta degli spazi interni di questi Sesi?
Grazie.
T.
sai se c'è modo di trovare una pianta degli spazi interni di questi Sesi?
Grazie.
T.

Trambuccone

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Re: I SESI DI PANTELLERIA
Ne avevamo anche già parlato sull'altro forum, piante ecc!
Niunu santu poi cumprendi cantu sant'è s'omine che è biviu triballende

MirkoZaru- Messaggi : 99
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Re: I SESI DI PANTELLERIA
Davvero? Evidentemente comincio a perdere colpi.Mi rinfreschi la memoria con un link?
Grazie.
T.
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T.

Trambuccone

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Re: I SESI DI PANTELLERIA
Lo cerco e te lo posto!
Niunu santu poi cumprendi cantu sant'è s'omine che è biviu triballende

MirkoZaru- Messaggi : 99
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Re: I SESI DI PANTELLERIA
Della serie: chi cerca trova.........
Finalmente ho beccato la pianta del Sese Grande:
http://shardanapopolidelmare.forumcommunity.net/?t=15595150&st=60
"scrollare" fin giu'.
Ciao
T.
Finalmente ho beccato la pianta del Sese Grande:
http://shardanapopolidelmare.forumcommunity.net/?t=15595150&st=60
"scrollare" fin giu'.
Ciao
T.

Trambuccone

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Da Admin il Dom Set 23, 2007 10:43 am